Via del sale, da Montalto Pavese a Portofino

L’articolo di Airone da cui è nato tutto questo, lo trovi in fondo alla pagina, QUI!
Questo trekking lo aspettavo, e mi aspettava, da oltre 25 anni, quando casualmente lo trovai, sfogliando un numero di Airone del 1985.
Ero ancora troppo piccolo, così lo ritagliai in attesa di tempi più maturi.
Internet non era ancora diffuso e molti strumenti cartografici non esistevano proprio.
Passando gli anni, ricominciai a interessarmene.
Recentemente ho serrato le fila, anche per essermi accorto che il tempo passa velocemente e che, volente o no, non sono più di primo pelo. Così mi sono deciso a terminare il lavoro degli ultimi anni, ho finito di ricostruirne il percorso e mi sono occupato della logistica: pernottamenti, equipaggiamento, varie ed eventuali.
Trattandosi di un trekking formalmente “inesistente” non sono disponibili tracce GPS ufficiali o mappe già pronte, ma solo indicazioni del tipo “sulla sinistra prendete il sentiero di fronte a una casa bianca”. Ora, questo itinerario risale a quasi 40 anni fa, non serve specificare come diverse cose siano ormai cambiate.
Per la ricostruzione del percorso mi son servito di principalmente delle carte Openandromaps, basate sul progetto OpenStreetMap, al quale tra l’altro partecipo attivamente. Ho consultato poi tavolette IGM, carte tecniche regionali e ortofoto satellitari.
Le tappe, per un totale di circa 165* km, con un dislivello positivo di oltre 8600* metri:
(*dati stimati)1^ Montalto Pavese - Zavattarello (19 km)
2^ Zavattarello - Bobbio (24 km)
3^ Bobbio - Marsaglia (13 km)
4^ Marsaglia - Ferriere (18 km)
5^ Ferriere - Santo Stefano d’Àveto (20 km)
6^ Santo Stefano d’Àveto - La Squazza (22 km)
7^ La Squazza - Pianezza (18 km)
8^ Pianezza - Ruta (19 km)
9^ Ruta - Portofino (11 km)
Sarò sincero: Portofino è una realtà tutto sommato lontana da me.
Per questo motivo, e per evitare la salita al Manico del Lume che presenta qualche leggerissimo tratto esposto, poco adatto però a chi soffre di vertigini e cammina in solitaria come il sottoscritto, ho deciso di deviare al passo della Crocetta e di terminare il trekking a Zoagli.
E’ un piccolo paese decisamente poco mondano, a cui sono legato sin da bambino.
La nona tappa viene eliminata e l’ottava, da Pianezza a Zoagli, è di 15 km, per un totale complessivo di 149 km circa.
L’idea di partenza era, anche per questioni meramente economiche, di pernottare il più possibile accampandomi con la tenda. Questo significa tra le altre cose maggiore autonomia poter accorciare (o allungare, perché no) le tappe, ma anche maggior peso da portare e minor comodità. Gli anni però iniziano a farsi sentire e con essi acciacchi vari e voglia di stare comodi.
Il pernottamento in struttura è sempre possibile, segnalo però che gli alberghi indicati su Airone sono ormai tutti chiusi, alcuni da diverso tempo, si trovano comunque alternative più o meno comode.
Con la tenda appresso, come già suggerito originariamente, si può interrompere la quarta tappa tra il passo del Mercatello e il monte Crociglia, evitando quindi di scendere a Ferriere. Così facendo si risparmieranno, la mattina dopo, ore e dislivello.
Stesso discorso per la sesta tappa: meglio fermarsi tra la cappella del Bozale e il passo della Forcella.
Dopo il rinvio nel 2019 dovuto alla pandemia, il 15 marzo 2023 sono finalmente partito.
Spoiler: sono tornato a casa dopo la terza tappa.
Il racconto, qui.













